2°Modulo

La scuola elementare nel Piceno dopo l'Unità d'Italia

Lavoro organizzato per la classe 5^ Plesso Ascolani

Fonte : Oggi per domani- Cetem- Marzo 2001
Fonte : Oggi per domani- Cetem- Marzo 2001

Prima dell'Unità d'Italia la penisola italica era divisa in tanti Stati

 Garibaldi a Teano incontrò il re,Vittorio Emanuele II che era il re del Piemonte,  per consegnargli la parte dell'Italia che era ancora sotto il dominio dei Borboni e che aveva riconquistato: l' Italia del Sud. 

Con il Risorgimento l'Italia fu riunita in un Unico Stato .

 

 

 Re Vittorio Emanuele II divenne il primo Re d'Italia

1^  Carta : L' Italia nel 1861                               2^  Carta : L' Italia nel 1870

Fonte: 

http://tuttojedi.blogspot.it/2011/05/cartina-geopolitica-dellitalia-nel-1815.html

Fonte:  Oggi per domani  5 - Cetem - Marzo 2001
Fonte: Oggi per domani 5 - Cetem - Marzo 2001
I re d'Italia. Il viale dell'edificio  scolastico prende il nome dalla regina Margherita, moglie di Umberto I che ha governato fino al 1900.
I re d'Italia. Il viale dell'edificio scolastico prende il nome dalla regina Margherita, moglie di Umberto I che ha governato fino al 1900.

Testo storico didattico collettivo a conclusione del modulo di lavoro

La scuola elementare nel Piceno dopo l'Unità d' Italia

Nel 1861  dopo l’ Unità in Italia si parlavano molti dialetti, erano pochissime la persone che conoscevano l’italiano:  nel nord il 50% dei cittadini era analfabeta, nel Sud  addirittura  il 90% . Nelle Marche gli analfabeti erano quasi l’80 %.
In Italia più della metà della popolazione  era impegnata nell'agricoltura. 

Quindi nel 1860 – 61  si riconobbe  il diritto allo studio  come  una questione importantissima.

A capo dello Stato Italiano c’era il re. Il primo re italiano (cioè dell’Italia unita) fu re Vittorio Emanuele II.

Per  l’istruzione fu fatta valere in tutta Italia la Legge Casati promulgata l'anno precedente per il Regno del Piemonte.  Era una legge che diceva come doveva essere riorganizzata la scuola e  cosa si doveva insegnare.

La legge Casati fu un riferimento per la scuola per molto tempo.

La scuola, all'interno dell'Unità dell' Italia, aveva un compito fondamentale, doveva “fare gli Italiani”, cioè doveva unire tutte le popolazioni che abitavano la nostra penisola.

 

Per organizzare le scuole delle province  delle Marche, nominò “Regio Commissario Regionale “ Lorenzo Valerio.

Il commissario Valerio  considerava importantissima l’ Istruzione  perché era convinto che migliorasse il modo di vivere, evitava che le persone  commettessero reati e permetteva che la gente capisse come fare le cose al meglio.   

Valerio   istituì i provveditorati e gli ispettori per le province delle Marche. La scuola doveva rispettare le leggi dello Stato.



La provincia di Ascoli Piceno  occupava mq 2063 ed era divisa in 2 Circondari (territori in cui sono suddivise le province): quello di Ascoli Piceno  con 29 Comuni e quello di Fermo con 41 Comuni

Circondari erano ripartiti in Mandamenti ( zona  in cui il pretore esplicava le proprie funzioni giudiziarie).        

Grottammare faceva parte del Circondario di Fermo e del Mandamento di Ripatransone.

 

Il commissario Valerio, che fu in carica per pochi mesi, per incoraggiare la frequenza scolastica aiutò i comuni più poveri  a creare nuove scuole elementari maschili e femminili ; stabilì gli stipendi per le maestre e per i maestri ( le maestre prendevano meno dei maestri); assegnò buoni libri . Successivamente furono istituite delle scuole per dare ai maestri la “patente” per insegnare. Nella provincia di Ascoli nel 1863 ci furono gli esami per conseguire <la patente> di Maestro o Maestra elementare, inferiore o superiore. 

I maestri erano dipendenti comunali.

La scuola si svolgeva prevalentemente in locali di abitazioni private affittati dai Comuni .

L'istruzione  era obbligatoria nei primi due anni che costituivano il grado inferiore

I due anni successivi erano obbligatori nei Comuni con una popolazione di almeno 4000 abitanti.

Ancora però non tutti i bambini andavano a scuola perché non c’erano multe per chi non si iscriveva e molto spesso i bambini dovevano aiutare i genitori nel lavoro . 

 

 

Il 15 luglio 1877  fu promulgata dal Ministro Coppino una nuova legge per la scuola .

L'istruzione elementare diventò obbligatoria fino a 9 anni e furono stabilite delle multe per le famiglie che non iscrivevano i figli a scuola.

Il 9-1-1878 salì al trono Umberto I.

 I programmi stabiliti dalla legge Coppino continuavano a dichiarare l’italiano , che comprendeva lettura, calligrafia e rudimenti della lingua, come la materia più importante insieme  a matematica (aritmetica e sistema metrico).

In questi programmi non si parlava della religione ma di “nozioni dei doveri dell'uomo e del cittadino”. 

Il maestro  doveva essere “formatore” degli italiani  “dovrà quindi cogliere tutte le occasioni per infondere ne' suoi alunni i sentimenti che più conferiscono al benessere civile, l'amore dell'ordine, della concordia, della tranquillità laboriosa e della socialità umana....facendo che il nome d'Italia e la  compiacenza di appartenere a una gran nazione valida e stimata campeggi nel loro pensiero e nel loro cuore”.

 

Intanto lo Stato aumentava i fondi per l’Istruzione; aiutava i comuni più piccoli a pagare gli aumenti di stipendio per gli insegnanti,  facilitava la richiesta dei prestiti a lungo periodo da parte dei Comuni per la costruzione degli edifici scolastici  stabilendo interessi molto bassi.

Intanto era morto Umerto I ed era salito al trono Vittorio Emanuele III.

 

In molte zone dell’Italia , anche se l’iscrizione a scuola aumentava , erano ancora molti i bambini che non frequentano .

Nel  1904-05 la primaria venne strutturata in quattro classi, seguite da un corso popolare costituito dalle classi quinta e sesta quindi  l’obbligo scolastico arrivava fino a 12 anni. (Legge Orlando, 1904),anche se non tutti i comuni erano obbligati ad istituire questi corsi.

 

Nel 1911, la legge Daneo-Credaro  passò la competenza della scuola elementare dai Comuni allo Stato ad eccezione dei capoluoghi di provincia, che potevanovolontariamente mantenerla ,fino al 1933 quando anche le scuole dei capoluoghi passarono allo Stato.

 

La Pizzigoni scrive che< Le scuole elementari sono amministrate dal Consiglio scolastico Provinciale, presieduto dal Provveditore agli Studi.

In ogni comune vengono istituiti  i Patronati scolastici per la lotta all’analfabetismo. L'intervento diretto dello Stato sembra dare  qualche risultato positivo (prima erano i Sindaci a dover vigilare sull'adempimento scolastico, lo stesso Sindaco che se non aveva i soldi non poteva aprire la scuola!): tra il 1911 e il 1921 la percentuale di analfabetismo scende dal 37% al 27%.>

 

 

Grottammare nel Piceno

L’Istruzione nel 1861-62 

L’attività del commissario Valerio, terminata il 19 gennaio del 1861, fu continuata dalle autorità scolastiche e politiche che si impegnarono a  aumentare il numero delle scuole e favorire  la scolarizzazione dei bambini.

Furono registrate tutte le scuole, individuato il numero degli insegnanti e fu fissato il loro stipendio: L.333, 33 per le maestre e L.500 per i maestri.  Vennero distribuiti buoni libro e fu chiesto ai Comuni di costruire nuove scuole dando anche somme in denaro.

 

pag 226 del libro di R. Mariani
pag 226 del libro di R. Mariani

 

 

Fine 800-inizio '900

 

La provincia di Ascoli si è segnalata per l’ interessamento dei Comuni per l’edilizia scolastica specialmente dopo la promulgazione della legge 4 giugno 1911,la quale stabilì la concessione di mutui  (prestiti) senza interessi, con la possibilità di restituirli in 50 anni.

Più di 50 Comuni sui 72 della provincia si affrettarono a presentare progetti di edifici scolastici e la somma assegnata alla provincia, a conti fatti,  non bastò a coprirne le spese, anche perché nel  frattempo c’era stata la guerra (1^ guerra mondiale 1915-1918) e nel periodo della ripresa i costi della manodopera e dei materiali aumentarono.


Dal 1 gennaio 1879 , anno in cui i comuni cominciarono ad avere sussidi e facilitazioni per l’edilizia scolastica, al 1922 furono costruiti molti edifici scolastici  e le somme messe a disposizione dello Stato non bastarono per cui ci fu un arresto nella costruzione di nuovi Edifici scolastici o “Case della scuola” come venivano chiamati.


La provincia di Ascoli per numero di scuole superava Pesaro e Macerata.


Gran parte delle scuole del territorio della nostra provincia fruì  delle disposizione delle leggi del 15 luglio 1906 e del 4 giugno 1911.  Il Comune di Grottammare aveva avviato il progetto e la costruzione  del “grandioso Edificio Scolastico  nel capoluogo “ prima di queste leggi; in seguito a queste disposizioni si  iniziò  a progettare anche  scuole rurali  per le varie frazioni, “ma per mancanza di fondi, dormono nell’archivio” 

“Attualmente -(1926)- esistono 13 scuole, di cui 9 nel capoluogo e 4 esternamente. Nel capoluogo  l’ordinamento comprende il corso ordinario dalla !^ alla 5^ e una classe del corso integrativo.”


A pag 61 della pubblicazione di Mariani, si legge: Grottammare.- Costruito edificio per il capoluogo  con la spesa di L. 131.158.Per il suo completamento e relativi accessori vi è un nuovo progetto che prevede la spesa di L. 24.640.

Raffaele Mariani considera “ l’interessamento dei Comuni della nostra Provincia per la Casa della Scuola è davvero  meritevole del più vivo encomio, ed è una bella pagina nella storia dell’Istruzione elementare degli ultimi anni. “