Testo storico didattico per comunicare le conoscenze acquisite

100 anni di scuola G.Speranza

edificata per promuovere l'alfabetizzazione e la cultura italiana

La scuola oggi, all' interno del centro della città di Grottammare

La scuola nel 1912 a sud dell' incasato della Marina di Grottammare

1912: A sinistra la nuova scuola. Fine '800: a destra il panorama dell' incasato della Marina alla fine del quale è visibile lo spazio privo di vegetazione su cui è sorto l'edificio scolastico.

Grottammare oggi

Grottammare  è una cittadina a sud della costa marchigiana, è bagnata dal  mar Adriatico.

La posizione geografica favorisce un clima mite con inverni non troppo freddi ed estati non eccessivamente calde. 

L'economia locale oltre che sull'industria turistica,  si fonda su altre piccole industrie , molte delle quali stanno chiudendo, e sull'artigianato, sul  vivaismo e sul commercio, sul terziario in genere.

Ha circa 15 700 abitanti. Gli alunni che frequentano la scuola primaria sono 638, distribuiti su 3 plessi.

L' Istituzione scolastica da quest'anno è un comprensivo: la direzione didattica della Scuola G. Speranza è stata inglobata nell'Istituto Comprensivo G. Leopardi. 

 

La situazione socio-economica a Grottammare dalla fine dell'800 al 1913

Alla fine dell'800 e all'inizio del '900 Grottammare era una stazione balneare e climatica importante, raccomandata  anche per curare le malattie delle vie respiratorie.

D'estate era molto sviluppato il turismo. In quel tempo le donne andavano al mare vestite. Gli uomini avevano costumi grandi,  "interi". Anche i bambini andavano al mare con il prendisole ed il cappello.

 

Negli ultimi anni dell'800  fu inaugurata  la ferrovia che univa Castellammare  a Bologna (dalla mappa del terreno per la costruzione della scuola) e c'era la stazione dove lavoravano i ferrovieri.


Nel 1913 c'era  un porto di categoria 2 con una flotta mercantile di 38 natanti per una stazza di 3644 tonnellate; in quell'anno sono state registrate 1721 tonnellate di merci sbarcate e 2151 tonnellate dimerci imbarcate. 


Molte persone inoltre erano dedite  alla pesca. Lavoravano anche i bambini.

Dai registri   risulta che i papà dei bambini che erano iscritti a scuola svolgevano i seguenti mestieri:  

parrucchiere, sarto, giardiniere, muratore, inserviente, tipografo, agricoltore, capomastro, marinaio, ferroviere, cantoniere, mugnaio, negoziante, fabbro, falegname, assistente, stagnino, scrivano, formista, deviatore, maresciallo di Finanza....



Nella seconda metà dell' 800 c'erano anche molte fabbriche e molte permasero anche nell'inizio del '900:

 oleifici e sansifici, le fabbriche per la lavorazione della liquirizia, per la produzione del  cremor tartaro, della potassa; c'erano il laboratorio dei fuochi d’artificio,la filanda a vapore, l’allevamento dei bachi da seta, le fabbriche di gesso, le fabbriche di botti d’abete, la  raffineria di zucchero,la  produzione di acqua d’arancio, i magazzini di tabacco. C’erano la fabbrica della pasta, dei fiammiferi, delle carte da gioco, dellì orzata e delle acque gazose.

 

Grottammare aveva gran parte del territorio occupato dalla campagna e l'attività agricola era molto importante. Durante la fiera di San Martino, 11 novembre, sulla spiaggia si svolgeva il mercato del bestiame per l'attività agricola.

Anche in campagna i bambini aiutavano le loro famiglie nei lavori quotidiani.

 

Dopo l'Unità d'Italia si fecero molte riforme per riorganizzare il nuovo Stato

"Ora che abbiamo fatto l'Italia, dobbiamo fare gli Italiani"

 

Sembra che questa frase l’abbia detta il re Vittorio Emanuele II dopo la proclamazione  del Regno d’Italia.

La penisola era stata divisa per tanto tempo in piccoli Stati, ciascuno con una propria moneta,, con misure, lingue, tradizioni e leggi diverse. Non c’erano state molte comunicazione tra le varie popolazioni. Gli italiani facevano fatica a capire di essere cittadini di un unico Stato.

Per questi motivi il governo mise in atto molti provvedimenti per unificare l’Italia e promuovere una cultura “italiana”.

Fu adottata un’unica moneta, la lira; fu adottato ovunque il sistema metrico decimale; fu istituito il servizio obbligatorio; furono costruite scuole e adibiti a scuole i locali presi in affitto dai Comuni; furono resi obbligatori i primi anni di scuola elementare. A scuola si insegnava a leggere, scrivere e far di conto,ma soprattutto si insegnava l’italiano e si educava al senso di cittadinanza italiana.

 

La scuola elementare nel Piceno dopo l'Unità d' Italia

Nel 1861  dopo l’ Unità in Italia si parlavano molti dialetti, erano pochissime la persone che conoscevano l’italiano:  nel nord il 50% dei cittadini era analfabeta, nel Sud  addirittura  il 90% . Nelle Marche gli analfabeti erano quasi l’80 %.
In Italia più della metà della popolazione  era impegnata nell'agricoltura.

Quindi nel 1860 – 61  si riconobbe  il diritto allo studio  come  una questione importantissima.

A capo dello Stato Italiano c'era un re, re Vittorio Emanuele II.

Per regolamentare l’istruzione fu fatta valere in tutta Italia la Legge Casati promulgata l'anno precedente nel Regno del Piemonte. Doveva riformare la scuola e stabilire i primi programmi . La legge Casati per oltre mezzo secolo fu il riferimento della scuola italiana.

La scuola, all'interno dell'Unità dell' Italia, aveva un obiettivo fondamentale, doveva “fare gli Italiani”, creare la consapevolezza di dover formare  un popolo che avesse  una stessa lingua, una stessa cultura.

 

Il re, per le province  delle Marche, nominò Regio Commissario Regionale  Lorenzo Valerio.

Il commissario Valerio  considerava importantissima l’ Istruzione  perché era convinto che migliorasse il modo di vivere, evitava che le persone  commettessero reati e permetteva che la gente capisse come fare le cose al meglio.   

Valerio  si preoccupò di ordinare l'organizzazione della scuola: istituì i provveditorati e gli ispettori per le province delle Marche.

 

La provincia di Ascoli Piceno  occupava mq 2063 ed era divisa in 2 Circondari: quello di Ascoli Piceno  con 29 Comuni e quello di Fermo con 41 Comuni

Circondari erano ripartiti in Mandamenti.

Grottammare faceva parte del Circondario di Fermo e del Mandamento di Ripatransone.

 

Il commissario Valerio, che fu in carica per pochi mesi, per favorire la partecipazione scolastica aiutò i comuni più poveri  a creare nuove scuole elementari maschili e femminili ; stabilì gli stipendi per le maestre e per i maestri ( le maestre prendevano meno dei maestri); assegnò buoni libri . Successivamente furono istituite delle scuole per dare ai maestri la “patente” per insegnare. Nella provincia di Ascoli nel 1863 vennero banditi gli esami per conseguire <la patente> di Maestro o Maestra elementare, inferiore o superiore. 

I maestri erano dipendenti comunali.

La scuola si svolgeva prevalentemente in locali di abitazioni private affittati dai Comuni .

L'istruzione  era obbligatoria nei primi due anni che costituivano il grado inferiore

Il grado superiore di altri due anni era obbligatorio nei Comuni con una popolazione di almeno 4000 abitanti.

Ancora però non tutti i bambini andavano a scuola perché non c’erano multe per chi non si iscriveva e molto spesso i bambini dovevano aiutare i genitori nel lavoro . 

 

 

Il 15 luglio 1877  fu promulgata dal Ministro Coppino una nuova legge per la scuola . L'istruzione elementare diventò obbligatoria fino a 9 anni e furono stabilite delle ammende per le famiglie che non iscrivevano i figli a scuola.

Il 9-1-1878 salì al trono Umberto I.

 I programmi stabiliti dalla legge Coppino continuavano a dichiarare l’italiano , che comprendeva lettura, calligrafia e rudimenti della lingua, come la materia più importante insieme  a matematica (aritmetica e sistema metrico).

In questi programmi non si parlava della religione ma di “nozioni dei doveri dell'uomo e del cittadino”. 

Il maestro  doveva essere “formatore” degli italiani  “dovrà quindi cogliere tutte le occasioni per infondere ne' suoi alunni i sentimenti che più conferiscono al benessere civile, l'amore dell'ordine, della concordia, della tranquillità laboriosa e della socialità umana....facendo che il nome d'Italia e la la compiacenza di appartenere a una gran nazione valida e stimata campeggi nel loro pensiero e nel loro cuore”.

 

Intanto lo Stato aumentava i fondi per l’Istruzione; aiutava i comuni più piccoli a pagare gli aumenti di stipendio per gli insegnanti,  facilitava la richiesta dei prestiti a lungo periodo da parte dei Comuni per la costruzione degli edifici scolastici  stabilendo interessi molto bassi.

 

In molte zone dell’Italia  anche se l’iscrizione della scuola aumentava erano ancora molti i bambini che non frequentano .

Nel  1904-05 la primaria venne strutturata in quattro classi, seguite da un corso popolare costituito dalle classi quinta e sesta quindi  l’obbligo scolastico arrivava fino a 12 anni. (Legge Orlando, 1904),anche se non tutti i comuni erano obbligati ad istituire questi corsi.

 

Nel 1911, la legge Daneo-Credaro  passò la competenza della scuola elementare dai Comuni allo Stato ad eccezione dei capoluoghi di provincia, che potevanovolontariamente mantenerla ,fino al 1933 quando anche le scuole dei capoluoghi passarono allo Stato.

 

La Pizzigoni scrive che< Le scuole elementari sono amministrate dal Consiglio scolastico Provinciale, presieduto dal Provveditore agli Studi.

In ogni comune vengono istituiti  i Patronati scolastici per la lotta all’analfabetismo. L'intervento diretto dello Stato sembra dare  qualche risultato positivo (prima erano i Sindaci a dover vigilare sull'adempimento scolastico, lo stesso Sindaco che se non aveva i soldi non poteva aprire la scuola!): tra il 1911 e il 1921 la percentuale di analfabetismo scende dal 37% al 27%.>

 

 

La scuola nel Piceno e a Grottammare

 

L’Istruzione nel 1861-62 

L’attività del commissario Valerio, terminata il 19 gennaio del 1861, fu continuata dalle autorità scolastiche e politiche che si impegnarono a  aumentare il numero delle scuole e favorire  la scolarizzazione dei bambini.

Furono registrate tutte le scuole, il numero degli insegnanti e fu fissato il loro stipendio: L.333, 33 per le maestre e L.500 per i maestri. Si di distribuirono buoni libro e si incoraggiarono i Comuni a costruire scuole dando somme in denaro.

 

Fine 800-inizio '900

 

La provincia di Ascoli si è segnalata per l’ interessamento dei Comuni per l’edilizia scolastica specialmente dopo la promulgazione della legge 4 giugno 1911,la quale stabilì la concessione di mutui  (prestiti) senza interessi, con la possibilità di restituirli in 50 anni.

Più di 50 Comuni sui 72 della provincia si affrettarono a presentare progetti di edifici scolastici e la somma assegnata alla provincia, a conti fatti,  non bastò a coprirne le spese, anche perché nel  frattempo c’era stata la guerra (1^ guerra mondiale 1915-1918) e nel periodo della ripresa i costi della manodopera e dei materiali aumentarono.

 

Dal 1 gennaio 1879 , anno in cui i comuni cominciarono ad avere sussidi e facilitazioni per l’edilizia scolastica, al 1922 furono costruiti molti edifici scolastici  e le somme messe a disposizione dello Stato non bastarono per cui ci fu un arresto nella costruzione di nuovi Edifici scolastici o “Case della scuola” come venivano chiamati.

 

Riguardo alle aule che mancavano rispetto al numero delle scuole , secondo una relazione ministeriale, le Marche erano dietro solo ad alcune regioni del Nord, la provincia di Ascoli si trovava in una condizione migliore di quella di Pesaro e di Macerata.

 

Il maggior numero di scuole del territorio della nostra provincia fruirono  delle disposizione delle leggi del 15 luglio 1906 e del 4 giugno 1911.  Il Comune di Grottammare aveva avviato il progetto e la costruzione  del “grandioso Edificio Scolastico  nel capoluogo “ prima di queste leggi; in seguito a queste disposizioni si  iniziò  a progettare anche  scuole rurali  per le varie frazioni, “ma per mancanza di fondi, dormono nell’archivio” 

“Attualmente -(1926)- esistono 13 scuole, di cui 9 nel capoluogo e 4 esternamente. Nel capoluogo  l’ordinamento comprende il corso ordinario dalla !^ alla 5^ e una classe del corso integrativo.”

A pag 61 della pubblicazione di Mariani, si legge: Grottammare.- Costruito edificio per il capoluogo  con la spesa di L. 131.158.Per il suo completamento e relativi accessori vi è un nuovo progetto che prevede la spesa di L. 24.640.

Raffaele Mariani considera “ l’interessamento dei Comuni della nostra Provincia per la Casa della Scuola è davvero  meritevole del più vivo encomio, ed è una bella pagina nella storia dell’Istruzione elementare degli ultimi anni. “

 

 

 

Acquisto del terreno per la costruzione dell'edificio scolastico

 

Dopo una serie di atti (consigli Comunali, progetti tecnici, approvazioni da parte degli enti preposti  ecc) , il Comune in data 1 Dicembre 1906 acquista l'area per edificare l'edificio scolastico dal signor Carlo Neri, conte, residente a Ripatransone. Stipula l'atto di vendita il notaio Carlo Neri. Il Comune è rappresentato dal sindaco avvocato Filippo De Angelis.

L'area acquistata si trova a sud  dell’incasato della Marina  e precisamente ai numeri della Mappa Grottammare 1198 sub 1.B.1141.sub.1.B.1494.B.  Ha una  superficie di mq cinquemilanovecentonovanta -5990 (Tavolecensuorie 5.991 con l’estimo di scudi 10.77 (L. 57.30) confinanti a levante ed a mezzodì la rimanente proprietà del venditore, a ponente la strada provinciale, a tramontana viale Regina Margherita" (dal documento inviato alla Conservatoria di Fermo).

 

L'atto di vendita è stato registrato a Ripatransone il 20 dicembre 1906 al n° 215 mod.1 vol 49 com L. 218.40 . 

Il Comune si è impegnato a pagare provvisoriamente  L. quattromilasettecentonovantadue 4792,  in base al prezzo unitario di cmi (centesimi)ottanta al mq per mq 5590.  Al momento dell'atto ha versato però L.4545.44   poiché si è riservato di liquidare  il prezzo stabilito al termine dell’occupazione definitiva dell’area, destinata all’impianto dell’edifizio scolastico per il quale ha fatto l’acquisto, come ai documenti allegati nel rogito, perché solo allora avrebbe potuto verificare se le misure catastali corrispondevano a quelle reali. 

 

Il sig. Carlo Neroni  è stato d'accordo e ne ha rilasciata quietanza rinunciando all’ipoteca legale.

 

 

L'edificio scolastico G. Speranza il 15 settembre 2012 ha compiuto 100 anni

Verbalizzazione del grafico temporale

 

In seguito alle disposizioni dello Stato anche il Comune di Grottammare si impegnò a costruire un edificio scolastico per avere la casa della scuola. Nel 1903 l'amministrazione comunale incaricò l'architetto Pilotti e l'ingegnere Anelli di progettare l'edificio scolastico che voleva realizzare. 

Il 1° dicembre 1906 acquistò dal conte Carlo Neroni, residente a Ripatransone, il terreno situato a sud dell' "incasato della Marina" di Grottammare che terminava con il palazzo Ravenna, attuale palazzo comunale. Questo terreno doveva servire per costruire l'edificio progettato.

Il sindaco De Angelis fece la domanda per poter fruire del prestito statale che la legge del 15 giugno 1906 metteva a disposizione dei Comuni per incentivare la costruzione delle scuole.

Il 31 ottobre 1907 i tecnici dovettero aggiornare i prezzi preventivati perché nel frattempo i materiali costavano di più.

L'appalto, dopo 3 avvisi d'asta, come documentato dai 3 manifesti conservati in archivio, fu affidato al costruttore Perozzi Filippo perché fu l'unico ad offrire un ribasso rispetto al prezzo proposto da Cesare Brutti che aveva avuto provvisoriamente l'appalto il 26 Aprile 1906.

Dopo aver avuto il parere da parte del prefetto, il 29 gennaio 1910 iniziarono i lavori per la costruzione dell'edificio scolastico. L'ingegnere Anelli per avviare i lavori mise i paletti per definire i confini delle fondazioni.

Nel 1911 l'Amministrazione Comunale riaggiornò la domanda del prestito chiesto allo Stato perchénel giugno del 1911 fu emanata una legge a condizioni più vantaggiose.

La costruzione fu terminata e riconsegnata al Comune il 15 settembre 1912.

A Settembre del 2012 l'edificio scolastico, che successivamente fu intitolato all'avv. Giuseppe Speranza, ha compiuto 100 anni.

 

I registri scolastici del 1912 – 1913 di viale Regina Margherita, Grottammare

Dalla lettura di due registri dell’anno scolastico 1912 - 1913  si apprende che 2 classi, una  1^maschile ed una 2^ mista, erano state istituite in viale  Regina Margherita, la stessa via in cui si trovava il nuovo edificio scolastico, terminato il  15 settembre 1912. Questo può far desumere che queste 2 classi potrebbero essere state le prime a essere istituite nel nuovo edificio scolastico.

 

Quell’anno scolastico era iniziato il 1 Ottobre. Dallo stemma e da alcune scritte presenti sulla copertina del registro si capisce che  in quel periodo governava il re.

 

Il maestro della classe prima era Alessandro Bruni e non aveva scritto sulla copertina del registro la data della chiusura scuola.

Dalle scritte della sottocopertina si sa che il padre del maestro si chiamava Antonio Bruni e la madre  Adele Petrelli, che era nato a Grottammare  il 27 Marzo 1977, che era sposato e aveva 3 figli.

Aveva ottenuto la “patente” per insegnare a San Ginesio (MC) l’ 8 luglio 1899 e presta servizio nel comune dal 1 Febbraio 1900. Ha uno stipendio di L. 1380.

In quella prima erano iscritti 37 bambini di cui 31 erano nati a Grottammare, 1 a Loreto (AN), 1 a Teramo, 1 a San Benedetto del Tronto (AP), 1° Cupra Marittima, 1 a Città Sant’Angelo (PE) e 1 a Ripatransone (AP). Gli anni di nascita sono diverse: 12 alunni erano nati nel 1906, 14 nel 1905, 6 nel 1904, 2 nel 1903, 1 nel 1902 ed 1 nel 1899.

Quindi in quella classe prima c’erano anche alunni di 8, di 9, di 10 e perfino di 13 anni.

Dalla Statistica finale risulta che i frequentanti erano stati 28 perché 9 avevano abbandonato la scuola. I promossi erano stati 18 e i non promossi 9. Gli abitanti di Grottammare erano 4677, 693 i bambini in obbligo scolastico di cui 340 femmine e 353 maschi.

 

La classe 2^ invece aveva come insegnante Maria  Santori Paci, era “fornita di patente” e il suo stipendio  era di £ 1264.

 L’insegnante aveva riportato il giorno di apertura ed il  giorno di chiusura di quell’ano scolastico,ma aveva sbagliato a scrivere l’anno in cui la scuola è iniziata, infatti risulta come data iniziale 1 ottobre 1902 e come data finale 28 luglio 1913.

Al di là della svista, è da notare che la scuola  terminava alla fine di luglio.

La classe era mista, cioè formata da alunni maschi e femmine. Erano iscritti 57 alunni in tutto, di cui 41 maschi e 16 femmine. Gli alunni di questa classe avevano età diverse: la maggior parte, cioè 38 alunni, aveva  tra i sei e i nove anni; 13 avevano tra i nove e i dieci anni; 5 tra i 10 e i 12 anni.

Gli alunni frequentanti  erano meno rispetto a quanti iscritti: infatti  di 57 quelli che frequentavano  erano 53, 38 maschi e 15 femmine.

Alla fine dell’anno furono promossi con dispensa di esami (dispensati) 29 alunni, 24 non furono promossi e 4 avevano abbandonato la scuola.

Nelle pagine interne venivano registrati mensilmente (registro mensuale) i voti delle materie che si studiavano:

  • Condotta
  • Scrittura sotto dettatura
  • Componimento italiano
  • Problemi di aritmetica e di geografia
  • Lettura
  • Spiegazione del passo letto
  • Aritmetica e geometria - Computisteria
  • Calligrafia
  • Ginnastica